Cominciamo dalla fine, perché è la parte che conta: nessuna app può dirti se un fungo si mangia. Né questa né altre. Tutto quello che segue — le schede, le foto, i confronti con i sosia — serve a farti arrivare più preparato davanti a un esperto, non a sostituirlo.
Cosa c’è in una scheda
MushScout ha sette schede complete: i quattro porcini, il finferlo, l’ovolo buono e la mazza di tamburo. Ognuna è costruita per rispondere alle domande nell’ordine in cui uno se le fa nel bosco:
- l’identikit, per l’impressione a colpo d’occhio;
- come si riconosce nel dettaglio: cappello, carne, gambo, viraggio, odore;
- dove e quando cresce, con quali alberi e a quali quote;
- come si distingue dai funghi che gli somigliano;
- il blocco sicurezza, sempre in vista: i sosia pericolosi e a cosa si smascherano.
Le stesse schede sono consultabili anche sul sito, senza installare niente.
Una cosa detta chiara, perché è giusto saperla: le schede sono bozze in corso di validazione micologica. Sono un aiuto allo studio, non l’ultima parola.
Il sosia è il vero argomento
Chi si avvelena quasi mai raccoglie un fungo che non aveva mai visto: raccoglie qualcosa che somigliava a quello che cercava. Per questo il blocco sui sosia non è in fondo alla scheda ma dentro, accanto al riconoscimento.
E per questo l’unico carattere che vale è quello che separa due specie, non quello che le accomuna. «Cappello marrone» non ha mai salvato nessuno.
E il riconoscimento dalla foto?
Fotografi un fungo e l’app propone una specie. È utile per orientarsi e per imparare i nomi, ed è quello che fa: propone.
Non è un’identificazione, per un motivo tecnico e non prudenziale: una foto non contiene le informazioni che servono a distinguere due specie vicine. Non contiene l’odore, non contiene la consistenza della carne, non contiene il viraggio al taglio, non contiene com’è fatta la base del gambo sotto terra — che in certi casi è l’unico carattere che separa un fungo commestibile da uno che può uccidere.
Quindi il nome che leggi è un’ipotesi da verificare, e non va mai usato per decidere se un fungo si mangia.
Nel piano gratuito hai tre riconoscimenti al giorno, più i bonus; con Premium cinquanta, che è un freno agli abusi e non un limite d’uso — nessuno che va a funghi ci arriva.
La regola che viene prima di tutto
Prima di mangiare qualsiasi fungo, fallo controllare di persona da un micologo o dall’ispettorato micologico della tua ASL. Il servizio esiste in tutta Italia, è gratuito nella maggior parte delle regioni, e ci vuole meno tempo di quanto si pensi.
Alcuni funghi tossici uccidono, e lo fanno in un modo che rende inutile accorgersene tardi: con l’amanita falloide i sintomi arrivano dopo molte ore, quando il danno al fegato è già in corso. Non esiste il «assaggiane un pezzetto per provare».
Due abitudini che i raccoglitori esperti danno per scontate: tenere le specie separate nel cesto, e non fidarsi delle prove di casa — l’aglio che annerisce, il cucchiaino d’argento, il fungo che «si sbuccia». Sono leggende, e hanno mandato gente in ospedale.
Le regole di raccolta le fa la tua regione
Tesserino, quantità massima giornaliera, giorni consentiti, zone chiuse o riservate ai residenti: cambiano da una regione all’altra e a volte da un comune all’altro. Abbiamo raccolto il quadro regione per regione.
Vale anche il buon senso del bosco: cesto areato e non sacchetto, funghi puliti sul posto, niente rastrellamento della lettiera.
Domande frequenti
L’app riconosce i funghi dalla foto?
Propone un nome come suggerimento da verificare, non un’identificazione. Non va usata per decidere se un fungo è commestibile: per quello serve un micologo dell’ASL.
Le schede sono validate da esperti?
Sono bozze in corso di validazione micologica. Servono a studiare e a confrontare, non a dare il via libera su un fungo che hai in mano.
Quante schede ci sono?
Sette complete: i quattro porcini, il finferlo, l’ovolo buono e la mazza di tamburo. Le altre specie seguite dall’app hanno le informazioni di stagione e di ambiente.
Dove faccio controllare i funghi?
All’ispettorato micologico della tua ASL. È il servizio pubblico che fa esattamente questo, ed è la risposta giusta anche quando sei sicuro di quello che hai raccolto.
Quanti riconoscimenti posso fare al giorno?
Tre nel piano gratuito, più i bonus; cinquanta con Premium. Il tetto alto serve solo a impedire usi automatici dell’app.



