«Da me il meteo sbaglia sempre.» Nel bosco non è una lamentela: è una descrizione tecnicamente esatta di come funzionano i modelli. Ed è il motivo per cui in MushScout, sulla pioggia caduta, l’ultima parola ce l’hai tu.
Perché il meteo sbaglia proprio dove vai a funghi
I modelli lavorano su una griglia, e ogni cella è larga chilometri. Dentro una sola cella appenninica ci stanno il fondovalle, il versante a nord e il crinale: tre posti che a settembre possono prendere tre piogge completamente diverse, e per i quali esiste un numero solo.
Sulla temperatura la cosa pesa poco. Sulla pioggia pesa moltissimo, perché un temporale estivo scarica venti millimetri su un versante e zero su quello di fronte. E la pioggia è l’innesco: sbagliarla vuol dire sbagliare tutta la previsione di quel bosco.
Un numero che dice quanto è grande il problema
Nello stesso bosco, nello stesso periodo, le previsioni davano 55 mm. L’archivio meteo — cioè la ricostruzione di quello che è caduto davvero — ne contava 148.
Con 55 mm quel bosco resta chiuso e il punteggio non si muove. Con 148 è pronto. Su una differenza così si decide se uscire o restare a casa. Ed è il motivo per cui, sui giorni passati, l’app non guarda le previsioni di allora ma l’archivio di quello che è caduto davvero.
Resta però l’altro problema, quello della cella larga: nemmeno l’archivio sa che sul tuo crinale ha grandinato mentre in paese non è caduto niente. Lì servi tu.
Come si corregge
Nella scheda di ogni posto c’è un riquadro Correggi la pioggia. Il giro è di tre passaggi:
- scegli il giorno di cui vuoi parlare;
- indichi quanta acqua è caduta davvero;
- salvi, e il punteggio di quel posto ne tiene conto subito.
Si fa anche dalla scheda dell’uscita, che spesso è il momento più comodo: torni a casa, apri il giro di oggi e mentre hai in mente com’era il terreno sistemi anche il dato.
Quanta ne è caduta, se non hai un pluviometro
Non serve lo strumento: serve un ordine di grandezza. Qualche riferimento che vale in bosco:
- una pioggerella di mezz’ora che bagna appena la lettiera: pochi millimetri;
- una pioggia continua di mezza giornata, di quelle che penetrano: intorno ai venti;
- un temporale forte che scorre via lasciando i rigagnoli: tanti millimetri ma poco assorbiti — se lo racconti così, sappi che vale meno di quanto sembra.
Meglio un numero approssimato ma tuo che un dato preciso preso a dieci chilometri di distanza.
La correzione vale solo per il tuo posto
Quello che scrivi non cambia il meteo della zona per gli altri utenti e non entra in nessun bollettino: cambia lo storico di quel tuo bosco. Da lì in avanti sarà quel posto ad avere una previsione più giusta.
Ed è coerente con il resto: i luoghi non escono dal telefono, quindi nemmeno le loro correzioni.
Perché conviene farlo, e non è fatica
La correzione entra nello storico del posto, quindi lavora due volte: sistema il punteggio di oggi e migliora il confronto di tutte le prossime stagioni. È lo stesso meccanismo per cui l’app impara dalle tue uscite — con la differenza che qui bastano dieci secondi e non serve nemmeno essere andati.
Vale la pena farlo soprattutto nei due casi in cui il modello sbaglia di più: i temporali estivi, che sono a macchia, e le nevicate o le piogge di crinale, che una cella larga media via.
I dati meteo di partenza vengono da Open-Meteo, con licenza CC BY 4.0.
Domande frequenti
Serve il Premium per correggere la pioggia?
No. La correzione si fa anche nel piano gratuito, su tutti i posti che hai salvato.
Se sbaglio a inserirla posso rimediare?
Sì, si può rifare quante volte vuoi: vale sempre l’ultima che hai messo.
Quanto indietro posso correggere?
Nei giorni che contano per la previsione, cioè le settimane precedenti. Per i porcini è la finestra che conta davvero: la pioggia utile è quella di due o tre settimane prima.
La mia correzione cambia il meteo anche per gli altri?
No. Vale solo per il tuo posto e resta nel tuo storico.
Perché l’app non usa direttamente le previsioni per i giorni passati?
Perché le previsioni dicono cosa ci si aspettava, non cosa è caduto. Per i giorni passati l’app usa l’archivio meteo: nello stesso bosco la differenza fra i due era di 55 mm contro 148.



