Appena installata, un’app così non sa niente di te. È il momento in cui viene voglia di disinstallarla: «bello, ma è dicembre, che ci faccio?». Ecco cosa ci fai.
Le uscite che hai già fatto si scrivono adesso
Non serve uscire per riempire il diario. Ti serve solo quello che ricordi:
- Il giorno: anche approssimativo, anche di due anni fa.
- Il bosco: lo cerchi sulla mappa e lo segni dov’era.
- I funghi: quali erano e quanti, se te lo ricordi.
Il meteo di quel giorno non devi cercarlo: lo recupera l’app da sola, anche a distanza di anni. È la parte che nessuno si ricorderebbe mai, ed è proprio quella che serve alla previsione.
Da quel momento il posto esiste
Appena l’hai scritto, quel bosco ha una sua previsione: entra in «dove andare oggi», compare in «accadde oggi» quando torna la data, e conta nelle statistiche come le uscite di domani. Non è un ricordo messo da parte, è un posto che lavora.
Vale anche l’uscita a vuoto
Anche la domenica in cui non hai trovato niente è un dato: sapere che in quel posto, con quel meteo, non c’era nulla vale quanto un ritrovamento. La memoria dimentica le uscite a vuoto e gonfia le annate buone. Il diario no.
Così la stagione ti trova pronto
La differenza è tutta qui: chi installa a settembre parte da zero e aspetta mesi prima che l’app conosca i suoi boschi. Chi ha scritto dieci uscite vecchie parte già con dieci posti che hanno una previsione. E poi il diario cresce da solo, uscita dopo uscita.
Domande frequenti
Quanto indietro posso andare?
Anche di anni. Il meteo storico di quel giorno viene ricostruito lo stesso.
E se non ricordo il giorno preciso?
Va bene lo stesso: metti il giorno più probabile. Quello che conta per la previsione è il periodo e il posto, non la data al minuto.
Serve il Premium?
No. Scrivere uscite e ritrovamenti passati si fa anche nel piano gratuito: la creazione non è mai bloccata.


