Guida App

I tuoi posti sulla mappa

app — mappa live

Chi va a funghi non dice i posti. È la prima regola del bosco, ed è anche il motivo per cui tanti fungaioli non si fidano di un’app: perché dovrei consegnare a un server i punti che non dico nemmeno a mio cognato?

La risposta di MushScout è che quei punti non li consegni. La mappa è il tuo archivio di posti, ed è privata per costruzione: non c’è un’impostazione da attivare, perché non c’è nessuna condivisione da spegnere.

Privati vuol dire privati

Le coordinate dei tuoi ritrovamenti non escono dal telefono verso altri utenti. Non le vedono i tuoi amici, non compaiono nelle sfide, non finiscono in una mappa condivisa — che semplicemente non esiste, e non è in programma.

Anche quando esci con un amico e vi vedete sulla mappa in tempo reale, quello che condividete è dove siete adesso, non dove hai trovato l’anno scorso. La differenza è tutta lì.

I posti nascono da soli

Non devi creare niente a mano: salvi un ritrovamento e il posto si forma attorno ai punti vicini. All’inizio ha un nome provvisorio, e va benissimo — nel bosco non hai voglia di scrivere.

Quando ti va, tocchi il titolo e lo rinomini: il nome nuovo si applica in un colpo solo a tutti i ritrovamenti e a tutte le uscite di quel posto. Non devi aprirli uno per uno.

Tre mappe, e nessuna che ti lasci a piedi

La vista satellite serve a riconoscere il bosco prima di uscire di casa: castagneti e faggete si distinguono dall’alto, ed è il modo più rapido per capire se vale la pena provare una zona nuova. La topografica dà quota, pendenza ed esposizione. I sentieri servono a decidere da dove entrare.

Le zone si scaricano per usarle senza campo. Nel piano gratuito è uno scaricamento, che diventano tre guardando i video: tre in tutto, non tre zone alla volta. Cancellarne una libera spazio sul telefono, non uno scaricamento; il conto lo tiene il server, quindi vale anche se cambi telefono, e l’app te lo dice prima di scaricare, non dopo. Con Premium non c’è conto. E se parti senza aver preparato niente, l’app si tiene da sola il bosco attorno a te.

Il rilievo e gli impluvi · Premium

Sopra qualunque mappa, satellite compreso, si accende un velo che mostra la forma del terreno: dove il pendio è ripido, dove corrono creste e valloni, dove scende l’acqua. È la cosa che serve per decidere da dove passare, e si legge in un colpo anche da chi le curve di livello non le ha mai studiate. Per guardare un giro in tre dimensioni c’è Progetta il percorso.

La pagina di ogni posto

Ogni bosco che hai segnato ha la sua pagina: da lì correggi la pioggia quando il meteo ha sbagliato sul tuo versante, leggi da che parte guarda il pendio e quanto è ripido, e vedi quante uscite ci sono state qui intorno nell’ultima settimana — un numero, mai un posto di qualcun altro. Le prime due cose sono gratis; il conteggio è gratis sul primo posto. Le raccontiamo in la pagina del posto.

Che bosco è · Premium

Davanti a un bosco che non conosci la prima domanda è una sola: è di latifoglie? I porcini stanno sotto faggio, castagno e quercia, i pinaroli sotto i pini, i finferli fanno tutti e due.

Dal selettore del tipo di mappa si accende uno strato che colora il bosco: verde chiaro le latifoglie, verde scuro le conifere, e dove non c’è tinta non è bosco. Il dato è Copernicus, il programma europeo di osservazione della Terra, a dieci metri di risoluzione e in tutta Europa.

Va detto anche cosa non fa: dice la foglia, non l’albero. Una faggeta e un querceto hanno lo stesso verde chiaro, e per sapere se è castagno bisogna andarci. Serve la connessione, perché è uno strato da tavolo: si guarda la sera prima, non dentro il bosco.

Scegliere un punto preciso

Quando segni un posto a mano, la mappa è a tutta pagina: cerchi per nome, tocchi dove vuoi andare e trascini la mappa sotto il mirino per l’ultimo metro. Il mirino sta fermo e si muove la mappa: col pollice un punto preciso non si prende, e un posto sbagliato entra nelle previsioni e ci resta.

Si passa dal satellite alla carta topografica, perché un posto si sceglie anche per come ci si arriva. E le coordinate si incollano come sono scritte: decimali, con la virgola, con N/S/E/O, e anche in gradi, primi e secondi, come sulle carte di carta e come le manda un navigatore da montagna.

L’avviso di prossimità

Mentre cammini, quando ti avvicini a un punto in cui avevi già trovato, l’app te lo segnala. Sembra un dettaglio e invece è la funzione più usata: i funghi tornano spesso negli stessi metri quadri, e a distanza di un anno quel ceppo preciso non lo ricorda nessuno.

I miei passi: dove non sei mai stato

Puoi accendere sulla mappa le tracce delle uscite passate. La parte utile non sono le righe, sono i buchi: quasi tutti scoprono di girare sempre negli stessi trecento metri, e che il versante dietro non l’hanno mai battuto.

Nel piano gratuito vedi le ultime cinque uscite, con Premium tutte quante.

Ripeti percorso · Premium

È un’altra cosa, e conviene non confonderle. Scegli un’uscita andata bene e l’app ti riaccompagna lungo quella strada, passo per passo, segnalando i vecchi ritrovamenti man mano che li incroci. Funziona anche senza campo.

Serve nei boschi grandi e uguali a sé stessi, dove il giro giusto lo si ritrova per fortuna: è la differenza fra «so che è di qua» e rifare esattamente il percorso di quella domenica di due anni fa.

Dove hai trovato di più

La mappa dei punti caldi raggruppa i ritrovamenti in cerchi, grandi quanto il raccolto e col numero sopra. Non dice dove sei stato: dice dove hai preso qualcosa. Guardandola si capisce in un secondo quale bosco dà davvero e quale invece è solo comodo da raggiungere.

Prima di segnare un posto

Un promemoria che vale per tutto: dove si può raccogliere, quanto e in che giorni lo decide la tua regione, e ci sono aree in cui la raccolta è vietata o riservata. Le regole, regione per regione, sono raccolte in questa guida.

Domande frequenti

Gli altri utenti vedono i miei posti?

No, mai. Non esiste una mappa condivisa dei ritrovamenti: le coordinate non escono dal tuo telefono verso altri utenti, nemmeno verso gli amici e nemmeno nelle sfide.

La mappa funziona senza campo?

Sì. Quando parti per un’uscita l’app tiene da sola il bosco attorno a te, quindi la mappa c’è anche se non hai preparato niente. Se sai già dove vai, scarica prima l’area: ci vuole un minuto e copre anche i giri più larghi.

Che differenza c’è fra «i miei passi» e «ripeti percorso»?

«I miei passi» è una vista: accende sulla mappa le tracce delle uscite passate, per vedere dove sei già stato. «Ripeti percorso» è una guida: prende una singola uscita e ti riaccompagna lungo quella strada mentre cammini.

Posso rinominare un posto dopo averlo creato?

Sì, basta toccare il titolo. Il nome cambia insieme su tutti i suoi ritrovamenti e su tutte le sue uscite.

Se cambio telefono i posti si perdono?

No: sono legati al tuo account e tornano al primo accesso. E con Premium puoi esportare tutto in JSON o CSV e tenerne una copia tua.

Condividi