Nel bosco si guarda per terra, ed è giusto così: è lì che stanno i funghi. Proprio per questo il giro conviene deciderlo prima, a casa, col tavolo e la luce buona. Da dove entri, dove sali, quanto ti costa arrivare alla radura che conosci e a che ora conviene essere di ritorno. Con MushScout lo fai la sera prima, con Progetta il percorso.
Come si disegna un giro
Apri Progetta il percorso e tocca sulla mappa le tappe, in ordine, come faresti col dito su una carta: il parcheggio, la radura, il canale da cui sali, il crinale da cui scendi. L’app le unisce e il giro è fatto.
Il percorso non segue i sentieri: passa da dove passi tu. Chi va a funghi il sentiero lo lascia presto, e un navigatore che ti riporta sempre sulla mulattiera qui non servirebbe a niente.
- Sbagliata l’ultima tappa? Togli l’ultima. Vuoi ricominciare? Svuota.
- Non conosci la zona? Con Vai a un bosco cerchi un posto per nome, apri i tuoi boschi con un tocco (quelli funzionano anche senza rete) o incolli le coordinate che ti ha mandato un amico. Le coordinate incollate non escono dal telefono.
- Carta o satellite, anche mentre progetti. La carta dice la forma del terreno, la foto dice che bosco è: castagneto o faggeta, il taglio recente, la radura.
Cosa ti dice il percorso
Sotto la mappa, mentre tocchi, compaiono i numeri del giro:
- lunghezza;
- salita e discesa, cioè quanto dislivello fai davvero, non la differenza fra partenza e arrivo;
- il tratto più ripido, che è quello che decide se il giro fa per te quel giorno;
- il tempo a piedi.
Le quote non sono calcolate in linea d’aria: l’app le legge dal terreno vero, punto per punto lungo la linea che hai disegnato.
Due limiti, detti chiari
Il terreno si legge a 30 metri di maglia: valloni e coste si vedono, il canaletto che conosci solo tu no. Quello mettilo con le tue tappe.
E il tempo è calcolato a passo di cammino. Chi cerca funghi non cammina: si ferma, gira attorno a un ceppo, torna indietro di venti metri. Il numero dell’app è il tempo per fare la strada, non per fare la cerca: mettine in conto di più.
La mappa, finché c’è campo
Dalla schermata del percorso, con un tocco scarichi la mappa della zona che copre tutto il giro, margine compreso. Va fatto dove c’è campo, cioè a casa o prima dell’ultimo paese, perché è l’unico posto in cui si può fare. Si salva la carta, non la foto dal satellite.
Nel piano gratuito le mappe offline sono tre scaricamenti in tutto, non tre zone alla volta: cancellarne una libera spazio sul telefono, non uno scaricamento. L’app te lo dice prima di scaricare, non dopo. Con Premium non c’è conto. Il resto di come si va senza campo è raccontato qui.
Prima di partire, avvisa qualcuno
Dal percorso esce un messaggio già scritto per chi resta a casa: dove lasci l’auto, da dove passi e soprattutto a che ora deve preoccuparsi e chiamare i soccorsi se non ti ha ancora sentito. Lo mandi tu, a chi vuoi, su WhatsApp o per SMS: l’app non lo manda a nessuno da sola.
È gratis, come l’SOS. Ed è la precauzione che funziona meglio di tutte, perché lavora anche quando il telefono è scarico o in fondo a una valle senza segnale: qualcuno sa dove cercarti e da che ora.
La mattina dopo: Cammina questo percorso · Premium
Arrivato al parcheggio, un tocco e la mappa ti guida sulla linea che hai disegnato la sera prima. È la stessa guida di Ripeti percorso, quella che ti riaccompagna su un’uscita andata bene, e come quella non chiede niente alla rete: il percorso sta sul telefono.
Un dettaglio che conta quando sei appena sceso dalla macchina: finché il GPS non ha la tua posizione, l’app te lo dice, invece di scriverti «sei sul percorso» prima di sapere dove sei.
Il terreno in rilievo · Premium
Le curve di livello sono una lingua che si impara. Un versante inclinato, invece, si vede e basta. Per questo ci sono due strumenti che leggono il terreno per te.
Il rilievo e gli impluvi. Un velo che mostra la forma del terreno sopra qualunque mappa, satellite compreso: dove il pendio è ripido, dove corrono creste e valloni, dove scende l’acqua. È quello che serve per decidere da dove passare, e resta acceso anche mentre progetti.
Il percorso in 3D. Dalla schermata di progettazione, un tocco su «guarda in 3D» e il bosco si alza. Giri la vista col dito e in due secondi capisci se quel canale è chiuso da una costa o se la radura sta dietro il dosso. Si guarda sul satellite o sulla carta, come la mappa piatta. Se il telefono non riesce a disegnarlo, la carta con l’ombreggiatura resta, e dice quasi tutto.
Domande frequenti
Progettare il percorso è gratis?
Sì. Disegnare il giro, leggerne lunghezza, salita, discesa, tratto più ripido e tempo, scaricare la mappa e mandare il messaggio a chi resta a casa sono gratis. Sono Premium il rilievo con gli impluvi, la vista in 3D e la guida sulla linea la mattina dopo. Il confronto completo è sulla pagina Free e Premium.
Il percorso segue i sentieri?
No. Unisce le tappe che tocchi tu, anche fuori sentiero. Le misure le calcola sul terreno che attraversi davvero.
Serve il campo?
Per scaricare la mappa sì, per camminare il percorso no. Una mappa già scaricata si vede anche mentre progetti, quindi puoi rifinire il giro in macchina anche dove non prende.
Il tempo a piedi è affidabile?
È il tempo per percorrere la strada a passo di cammino. Cercando si va molto più piano, quindi usalo per capire se il giro sta nella giornata, non per fissare l’ora del rientro al minuto. L’ora da dare a chi resta a casa sceglila tu, con margine.
Qualcuno vede il percorso che ho disegnato?
Il percorso sta sul tuo telefono. Il messaggio con dove passi lo mandi tu, e solo alle persone che scegli. I tuoi posti, come sempre, non li vede nessun altro.



